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Prendere le misure dei bambini di oggi (gen - feb 2011) 

Sono competenti, rapidi nell'apprendere la tecnologia e nel padroneggiarla. Comunicano con facilità anche con gli adulti. E le famiglie, nel rincorrerne i bisogni (e i capricci), si smarriscono. Ce lo ha spiegato la dottoressa Cristina Colli, psicoterapeuta

"Il dato che impressiona nei bambini di oggi è la competenza, la rapidità con cui s'impadroniscono della tecnologia. Come padroneggiano il telefonino, il computer, i videogioch" Esordisce così, la dottoressa Cristina Colli, del Centro di Psicoterapia "Dosso Verde" di Milano e dell'Istiuto Minotauro, formatrice per insegnanti e operatori di strutture educative che così prosegue: "I genitori tentano ancora d'intervenire sulla socialità dei bambini (chi frequentano, con quali orari, con quale modalità si relazionano) ma non sono in grado di controllare l'accesso alle varie tecnologie, e il loro uso, come accadeva in passato con la televisione. La gran parte dei genitori non conosce le funzioni multiple del telefono mentre ai bambini il cellulare consente di dialogare, di inviare immagini e messaggi". Enorme, insomma, la quantità di stimoli. "Pensi a internet che già frequentano non appena sanno leggere. Bisognerebbe aiutarli a ordinare gli stimoli, soprattutto a costruire delle priorità. Ma la famiglia va in difficoltà. Tramontato il tempo delle famiglie normative, con un mandato preciso e forte e ruoli ben definiti, siamo di fronte oggi a famiglie più rivolte all'affettività, che cercano e trovano una buona relazione con i figli".

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Partono i cosri di slittino (gen - feb 2011) 

Da questo inverno sono attive le prime tre scuole al mondo di slittino, disciplina in grande crescita perché adatta a tutti, portafogli compresi

Secoli fa i contadini che vivevano nei masi lo usavano per scendere a valle a vendere il proprio formaggio e, come fosse una slitta, al ritorno lo caricavano per riportare in quota ciò che acquistavano al mercato o per trainare a casa la legna tagliata nel bosco. Allo stesso modo, ancora oggi, non sono pochi i ragazzini che scendono a valle al mattino presto per prendere la corriera e andare a scuola. Sono storie di montagna, ovvio, ma stanno affascinando anche gli sciatori della domenica perché lo slittino è un'attività emozionante quanto lo sci ma di gran lunga meno dispendiosa e impegnativa, soprattutto con figli al seguito.

Per questo da qualche anno lo slittino chi sceglie lo slittino non scende per 50 metri sul pendio dietro casa ma ha a disposizione oltre 140 piste (sulle circa 150 in tutta Italia) disegnate su strade forestali nel bosco o sui sentieri nei pianori in quota. Da 500 metri fino a 10 chilometri di lunghezza. Pochi rettilinei, tante curve, basse velocità, tantissimo divertimento - anche di notte, scendendo dalle baite dopocena con la luna piena o con le torce frontali - e panorami indescrivibili. Non è più (solo) un'attività per bambini, sta catturando l'attenzione degli adulti e, potenzialmente, dell'intera famiglia.

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Niente azzardi con i piccoli  (nov-dic 2010)

Le vaccinazioni, vuoi obbligatorie vuoi raccomandate dal Ministero, hanno caratteristiche di efficacia ma soprattutto di sicurezza. Come dice Massimo Fontana, responsabile di Pediatria all'Ospedale Buzzi di Milano "non bisogna abbassare la guardia"

Delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie ogni tanto si contesta l'opportunità. C'è, ad esempio, chi sostiene che tetano, difterite e poliomielite siano ormai scomparsi dallo scenario occidentale e adombra l'ipotesi che le prime punture ai piccoli, verso i tre mesi, potrebbero essere limitate al solo vaccino contro l'epatite B. «Mi sembra un azzardo inutile» precisa il dottor Massimo Fontana «perché l'Organizzazione mondiale della Sanità non ne ancora decretato la scomparsa. Il vaiolo è stato eradicato e non ci si vaccina più, ma i casi di poliomielite si presentano, sporadici, e non bisogna dimenticare che i viaggi, cinquant'anni fa rarissimi, oggi sono una consuetudine. Anche i bambini viaggiano con la massima facilità e sono quindi esposti a rischi, relativi, ma comunque presenti».

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Sangue dal naso: cause e rimedi di un disturbo diffuso tra i più piccini

Una sorta di vademecum su tutto quello che c'è da
sapere sull'epistassi. Dai fattori che la scatenano,
a come intervenire in modo opportuno

La fuoriuscita di sangue dal naso, detta epistassi è, nella maggior parte dei casi, un disturbo passeggero, che compare senza motivo. Si tratta di un problema molto diffuso tra i bambini e gli anziani.

Ma quando il disturbo si presenta con una certa frequenza, oppure è abbondante, è bene rivolgersi al medico, perché potrebbe essere la spia di una malattia. Nei piccoli l'epistassi è legata soprattutto a lievi traumi, che si verificano dopo una caduta, oppure al vizio dei bambini di mettersi le dita nel naso o, addirittura, di inserirvi minuscoli oggetti. È bene sapere che la mucosa che riveste le fosse nasali è particolarmente delicata e ricca di vasi sanguigni superficiali e, di conseguenza, anche un semplice graffio può causare perdite di sangue. Inoltre, anche determi- nat e malattie infettive possono facilitare la comparsa del disturbo. Per esempio, i rinovirus, che sono responsabili del raffreddore, provocano un'infiammazione, indebolendo la parete dei vasi del naso, che deve essere liberato in continuazione. Ma, in questo caso, una soffiata troppo forte può causare la rottura di un vaso sanguigno e quindi portare alla fuoriuscita di sangue.

Vediamo ora come si ferma il flusso... Quando il naso inizia a sanguinare, prima di tutto è bene mantenere la calma. Non a caso, si tratta di emorragie che terminano da sole in pochi minuti. Viceversa, bisogna fare attenzione ai bambini che piangono, perché il flusso di sangue può aumentare e finire in gola, causando un principio di vomito. Quindi, ecco come intervenire: innanzitutto occorre mettere il bimbo seduto, tenendogli la testa leggermente inclinata in avanti; poi, schiacciare con un dito il lato del naso dove c'è la fuoriuscita di sangue, ancora meglio se con un fazzoletto bagnato con acqua fredda o con un cubetto di ghiaccio. Di fatto, il freddo e la pressione favoriscono la coagulazione. Non allarmatevi: sono sufficienti pochi minuti e una leggera pressione!

Da evitare, invece, l'inserimento "fai-da-te" di tamponi o di garze nel naso, che non servono a nulla in quanto irritano ancora di più i capillari. Altro errore da non commettere è quello di piegare la testa all'indietro, perché in questo modo si facilita il passaggio del sangue in gola o nei bronchi. Via libera, invece, ai preparati come gli unguenti nasali, che aiutano la coagulazione, così come l'acido tranexamico, con il quale bagnare piccole garze da inserire delicatamente nelle fosse nasali. Assolutamente sconsigliato il cotone emostatico imbevuto di percloruro di ferro, perché irrita le mucose e può causare altri episodi di epistassi.

 

Recarsi al Pronto Soccorso è indispensabile quando non si riesce ad arrestare da soli l'emoraggia; in caso contrario è meglio non andarci, perché questo aumenterebbe lo stress della persona, soprattutto se si tratta di un bambino