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  Trattamenti anticellulite   (gen - feb 2011)

Le disfunzioni degli organi interni trovano spesso sfogo sulla pelle e la cellulite non fa eccezione. La P.e.f.s. - acronimo di pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica, termine medico per indicare la cellulite - si manifesta, in un primo stadio, con il classico effetto "a buccia d'arancia": la pelle ha una ridotta elasticità e presenta edemi. Fino ad arrivare a un effetto "a materasso" (quarto stadio) con marcati avvallamenti e formazioni di macronoduli.

Possono essere evidenti anche capillari dilatati, varici, ecchimosi spontanee o micro traumi, prurito, formicolii, senso di pesantezza alle gambe. Il danno causato dalla cellulite è a carico del tessuto adiposo con scompaginamento strutturale e alterazioni delle funzioni metaboliche: la disfunzione è del microcircolo con problemi che interessano il ritorno venoso causato dall'alterata elasticità e permeabilità dei vasi.

Il disturbo, nello specifico, interessa l'ipoderma, lo strato al di sotto del derma che svolge o una funzione lipolitica (scioglimento dei grassi) o di liposintesi (deposizione dei grassi).

Alla base cìè quindi la microcircolazione del tessuto adiposo: quando compromessa determina aumento del volume delle cellule adipose, ritenzione idrica e stasi di liquidi negli spazi tra cellule.

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Benessere: La ginnastica profonda (nov-dic 2010)

Il pilates non è una moda, è una disciplina inventata dal tedesco Joseph Hubertus Pilates nel secolo scorso. Si fonda – principalmente - sulla posturologia e la respirazione, grazie ai quali si può raggiungere un benessere fisico e mentale.

«E' indicato per tutti», ci spiega Marialuisa "Marylou" Zangirolami, insegnante e titolare di uno studio di pilates a Seregno (visita il sito web), in provincia di Monza e Brianza, «perché aiuta a superare infortuni, a mantenersi in forma e a conoscere più a fondo il proprio corpo». Sono 4 i passaggi per capirne di più, come ci spiega Marylou: «Quando ci si avvicina al pilates si è inconsciamente inconsapevoli, ovvero non ci si rende conto neanche di non sapere. Ma, già dalla prima lezione, è facile intuire la potenzialità del pilates: il miglioramento della postura è immediato e la presa di coscienza viene di conseguenza».

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Anziani: non è mai troppo tardi  (nov-dic 2010)

 Non è mai troppo tardi” recitava la trasmissione televisiva di Alberto Manzi che negli anni Sessanta (precisamente tra il 1960 e il 1968) insegnava a leggere e a scrivere a centinaia di migliaia di persone adulte che in gioventù non erano potute andare a scuola per le precarie condizioni economiche.

Oggi per fortuna è superata la necessità di un “maestro televisivo” che insegni le basi della lingua, rimane la voglia di imparare quello che in gioventù non si è avuto tempo di seguire per mille motivi (tempo, lavoro, famiglia) - o di recuperare quello che (per gli stessi mille motivi) s'è più o meno dimenticato.

A tale esigenza rispondono oggi le Università per la Terza Età, diventate negli anni punto di riferimento per chi, nonostante l’età, continua a coltivare la passione per gli studi. Tra i frequentatori, persone molto diverse tra loro: c’è chi è già laureato e chi non ha mai conseguito nessun titolo di studio, ma tutti sono accomunati dalla stessa voglia di conoscere.


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 Cervicale: come alleviare la sofferenza

A chiunque, almeno una volta nella vita, è capitato di soffrire di

cervicale” o, più propriamente, di cervicalgia, il termine medico

corretto con cui definire una sintomatologia dolorosa a livello

del collo.

 

Ogni volta che il nostro corpo ci manifesta un dolore, sta cercando di comunicarci, attraverso un disagio fisico, che c’è un problema, una mancanza di equilibrio che spesso, oltre che coinvolgere la sfera propriamente strutturale dell’essere umano, interessa anche quella psico-emotiva.

Le cause del dolore in regione cervicale sono diverse. Spesso alla base vi è un’alterazione biomeccanica delle strutture situate tra la base del cranio (osso Occipitale) e le prime vertebre

della colonna cervicale (C1-C2) chiamate Atlante ed Epistrofeo. Questa zona è estremamente importante a livello posturale perché è quella che ci deve garantire l’orizzontalità dello guardo e del sistema dell’equilibrio, condizioni essenziali per svolgere le normali azioni nella vita quotidiana.

Per fare ciò si avvale di particolari terminazioni del sistema nervoso chiamate propriocettori.

I propriocettori ci permettono di conoscere la nostra posizione nello spazio in qualsiasi momento e grazie a loro possiamo, per esempio, fare movimenti coordinati a occhi chiusi, o possiamo muoverci nello spazio senza sbattere continuamente addosso agli ostacoli che ci si presentano. Qualsiasi cambiamento posturale avvenga el nostro corpo (un trauma, la perdita di un dente, un colpo di frusta ecc), la regione Sub-Occipitale modifica la propria posizione, diminuendo sempre

più la propria capacità di adattarsi ai nuovi stimoli e diventando, a lungo andare, una zona dolorosa. Ma quali sono i sintomi che ci fanno intuire di avere un problema alla colonna

cervicale? Spesso riconoscere una cervicalgia è molto semplice: il dolore è a livello del collo e da li si irradia al muscolo trapezio come una mantellina, si fa fatica a fare retromarcia in automobile,

a portare le borse della spesa, a stare fermi al computer… ed è praticamente una tortura. I sintomi, però, possono essere più subdoli, rendendo difficile la diagnosi. Per esempio, si può avere cefalea, sensazione di instabilità (vertigini), ronzio alle orecchie (acufeni), formicolio alle dita delle mani (parestesie), sensazione di “scarica elettrica” o perdita di forza (ipostenia) agli arti superiori

o dolore in mezzo alle scapole. Anche se non si ha dolore al collo, probabilmente è lì che si deve ricercare la causa del proprio problema. A questo punto, come si può intervenire per risolvere questa situazione? Da qualche anno, sono comparse nuove figure professionali che affiancano quella del medico e offrono un valido aiuto nel risolvere tutti i problemi osteo-articolari legati a una scorretta postura. Una di queste figure è quella dell’Osteopata. L’osteopatia è una forma di terapia

manuale alternativa, complementare alla medicina classica, che si avvale di tecniche manipolative dolci per individuare la causa primaria del dolore e ripristinare la funzionalità muscoloscheletrica

all’interno dell’organismo. recenti studi hanno dimostrato che le tecniche manipolative vertebrali adottate da questi professionisti, riescono a migliorare sensibilmente la qualità di vita di tutti i pazienti che soffrono di dolori alla colonna cervicale con o senza sintomi associati (cefalee,

irradiazioni agli arti o alle mani…). Ma come agisce l’osteopata? L’arma vincente dell’osteopata è una attenta anamnesi, seguita da una dettagliata valutazione posturale, in cui si individuano

le zone in cui la biomeccanica el paziente è alterata. Secondo la teoria osteopatica, l’essere umano è un’unità funzionale, quindi non dobbiamo stupirci se per migliorare la nostra cervicalgia, lo specialista ci tratterà una tibiotarsica (caviglia), o ci controllerà l’occlusione. Dopodiché si entra nel vivo del trattamento che può essere composto da tecniche per rilasciare la muscolatura, per articolare le zone rigide o per sbloccare una regione vertebrale. In realtà, più che descritto, il trattamento osteopatico dovrebbe essere provato sulla propria pelle. La nostra cervicale sarà riconoscente!

 
 
 
 

L'importanza di controllare periodicamente i valori della Glicemia

La glicemia è un valore nascosto da tenere sotto controllo.
Da recenti misurazioni gratuite effettuate nelle farmacie del
Club Salute, su 1235 persone, il 13 per cento aveva
valori troppo alti


Sono state 1235 le misurazioni gratuite della glicemia effettuate durante la settimana dedicata alla prevenzione del diabete.
L'iniziativa è stata promossa da 26 farmacie del Club Salute sparse tra città e province di Milano, Lecco, Como, Genova e Torino.
1128 i non diabetici che si sono sottoposti alla misurazione: il 13 % aveva i valori troppo alti. Queste persone sono state invitate a riprovarla il giorno successivo ed eventualmente a recarsi dal medico di famiglia e in un centro diabetologico, sensibilizzando all'importanza di curare questo valore nascosto.

Il tutto è stato organizzato in occasione della giornata mondiale del diabete che si è svolta il 14 novembre ed è nata grazie all'Organizzazione sanitaria mondiale e alla Fondazione internazionale per il diabete, proprio per sensibilizzare la popolazione nei confronti di questa malattia in continua crescita e, naturalmente, per promuovere la cultura della prevenzione. Il diabete di tipo 2 (che per semplicità si lega a una comparsa di diabete in età avanzata) è una delle patologie più diffuse. Basti

pensare che nel 2004 è stato dichiarato che l'aumento dei casi di diabete che si registrerà nei prossimi 25 anni sarà la più vasta epidemia da cui l'umanità sia mai stata colpita. E l'obesità è una

delle cause che più porteranno allo sviluppo del diabete. A tale proposito, oggi sono tantissimi i bambini obesi e moltissimi di loro avranno un'alta probabilità di diventare diabetici e di avere

tutte quelle malattie che derivano dal diabete stesso, le cui cause principali sono, oltre all'obesità, la totale assenza di attività fisica e la familiarità. Quest'ultima si lega al nostro patrimonio genetico,

mentre le altre cause sono legate a determinati stili di vita...

Ecco perché si possono evitare, prevenendo così l'insorgere del diabete!

Ed è proprio da qui che nasce la necessità di una vera e propria cultura di prevenzione!

Alimentazione, peso corretto ed esercizio fisico aiutano a rimanere sani e a ritardare di molti anni la comparsa del diabete, qualora si abbia una predisposizione genetica. La misurazione della glicemia è importantissima ed è un semplice esame che da saltuario deve diventare di routine dopo i 45 anni. In particolare, deve essere fatto frequentemente da persone con fattori di rischio quali sovrappeso,

obesità, familiarità, ipertensione, colesterolo e trigliceridi elevati, donne con diabete gestazionale, o che hanno partorito bambini di peso superiore a 4 kg e persone che hanno intolleranza al glucosio.

È importante ricordare che il diabete, nella fase iniziale, non si manifesta con alcun sintomo: ecco perché solamente la misurazione della glicemia può aiutare a scoprire la sua presenza o meno. Se si scopre di essere diabetici, ecco cosa si deve fare. Oltre alle terapie farmacologiche prescritte è fondamentale una costante attività fisica, in grado di favorire l'ingresso dello zucchero nelle cellule. Va sottolineato, però, che è importante stabilire con il proprio diabetologo l'attività fisica più idonea

alla propria persona e non praticare sport a caso. Infine, quindi, un'alimentazione corretta e il controllo frequente della glicemia (autocontrollo), contemporaneamente all'assunzione costante dei farmaci prescritti, sono fondamentali per la cura del diabete, una patologia che, comunque, consente di vivere una vita assolutamente normale.

Dott.ssa Valentina Guidi
farmacista