Pillola Funghi
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01 febbraio 2008 Per la raccolta e soprattutto il consumo alimentare dei funghi occorre sempre agire con la massima accortezza. Tale suggerimento non è indirizzato solamente ai neofiti, ma anche a coloro che vanno per boschi sin dall'infanzia. Basti pensare, infatti, che le intossicazioni più dannose non coinvolgono tanto gli incauti e sprovveduti raccoglitori "della domenica" quanto i cosiddetti esperti. Ecco perché alcuni consigli, spesso semplici quanto estremamente utili, possono rivelarsi fondamentali per schivare il pericolo di sbagli, a volte anche fatali. Bisogna premettere che tutti i funghi sono tossici e, in quanto tali, non dovrebbero essere assunti da bambini, donne in stato di gravidanza e persone che soffrono di patologie ai reni e al fegato. Inoltre, l'effetto nocivo dei miceti non è legato esclusivamente alla presenza o meno di tossine, ma anche all'esistenza, nella persona che li consuma, degli enzimi necessari alla loro digestione. Non a caso, persino chi ha sempre digerito i funghi senza alcuna difficoltà, può progressivamente manifestare un'incapacità enzimatica che si traduce, concretamente, in nausea, vomito e collasso, anche a seguito dell'assunzione di quantità minime. Non desideriamo terrorizzare nessuno, ma è bene essere informati su tutto quello che può accadere! Passiamo quindi ai consigli pratici da seguire al momento della raccolta dei miceti. Innanzitutto, prestate molta attenzione alle varietà più pericolose, riconoscibili dalla presenza di lamelle sotto il cappello. Ricordate poi di non raggruppare mai specie conosciute con altre ignote e quindi potenzialmente tossiche. Prima di consumare o, eventualmente, surgelare i funghi, occorre sempre pulirli, lavarli e, ancora meglio, sbollentarli. Di fatto, l'immersione in acqua bollente per pochi minuti inattiva i microrganismi potenzialmente nocivi che ricoprono i miceti così come, a volte, le loro stesse tossine, seppure parzialmente. A questo punto, può essere utile segnalare le più comuni specie velenose: Amanita muscaria (lamelle ineguali, foto in basso a destra); Cortinarius orellanus (lamelle consistenti); Galerina (lamelle color cannella); Gyromitra esculenta (cappello simile a un cervello); Lepiota (lamelle bianche), Tricholoma (lamelle fitte e di colore giallo).
COSA FARE IN CASO DI SOSPETTA INTOSSICAZIONE Per consumare con serenità i funghi raccolti fateli sempre controllare dall'apposito ufficio, solitamente situato all'interno dei mercati generali di zona. Gli effetti nocivi dei funghi possono manifestarsi dopo pochi minuti e fino ai tre giorni successivi al loro consumo; caso, quest'ultimo, dal rischio maggiore. Se siete quasi certi di avere ingerito un fungo avvelenato, andate immediatamente al Pronto Soccorso spiegando il vostro timore. Se ancora disponibile, portate con voi uno dei funghi raccolti e, naturalmente, della stessa specie di quelli che avete ingerito. |
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