Pillola Filaria

Pillole di salute

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Attenti alla filaria: l'importanza della profilassi

15 giugno 2008

L' importanza della profilassi contro una grave minaccia che incombe sui nostri quattrozampe nella stagione delle zanzare

In una celebre favola di Esopo, una zanzara deride il leone incapace di sfuggire alla sua puntura, ma volando via finisce nella tela del ragno; morale: quando il nemico è piccolo e subdolo, l'arma migliore non è la forza, bensì l'astuzia. Figuriamoci, perciò, cosa avrebbe detto Esopo se avesse saputo che in quella zanzara poteva celarsi un pericolo ben più grave della semplice puntura: la filaria.

La filaria (Dirofilaria immitis) è un parassita che colpisce per lo più il cane -ospite ideale-, ma anche il gatto (a rischio, ma meno "gradito" sia dalle zanzare che dalle filarie), il furetto (molto a rischio), la volpe e l'uomo (quest'ultimo, più raramente e in forma di solito non grave).

Il suo ciclo biologico è piuttosto complesso. Allo stato adulto (macrofilaria), essa appare come un verme filiforme lungo fino a una trentina di centimetri, localizzato nelle cavità cardiache destre e nei vasi polmonari, da dove libera nel sangue delle larve dette microfilarie; quando una zanzara (ospite intermedio) succhia il sangue contenente le microfilarie, queste compiono al suo interno due trasformazioni che le portano allo stadio (L3) capace di trasmettere l'infestazione ad altri individui; le larve L3 raggiungono infatti le ghiandole salivari della zanzara, che con il successivo pasto di sangue le trasmette ad un altro individuo (ospite definitivo): in esso, le L3 rimangono nella cute compiendo altre due trasformazioni e diventando giovani forme adulte (L5), che si portano col circolo sanguigno nelle cavità cardiache di destra e nelle arterie polmonari; qui finiscono di accrescersi (macrofilarie) ed incominciano a riprodursi, liberando in circolo nuove microfilarie pronte a passare in nuove zanzare.

Visto il tipo di ciclo del parassita, è evidente che il periodo a rischio per la sua trasmissione coincide con la stagione di attività delle zanzare, che a sua volta varia a seconda dell'area geografica (in generale, tutta l'Europa meridionale è considerata un'area endemica); all'interno di questo periodo, poi, l'entità del rischio è proporzionale al grado di umidità delle diverse zone: in Italia, ad esempio, esso va complessivamente dall'inizio di maggio alla fine di ottobre -comunque con differenze a seconda della latitudine-, e l'area a maggiore diffusione di filariosi è quella della Pianura Padana, dove è colpito oltre il 50% dei cani non sottoposti a profilassi.

Ma quali danni provoca la filaria nei nostri animali?
Bisogna distinguere i danni dovuti alle microfilarie -lesioni cutanee (dermatite esfoliativa o nodulare, prurito) e lesioni microvascolari a carico di polmone, rene e sistema nervoso centrale- e quelli -estremamente temibili- dovuti al parassita adulto, la cui azione ostruttiva determina un quadro di insufficienza cardio-respiratoria nota come filariosi cardiopolmonare. Questa sindrome può presentare quadri cronici o acuti di gravità variabile da lieve a letale, che comprendono affaticabilità, debolezza, tosse, difficoltà respiratoria, vomito, versamenti toracici e addominali (addome dilatato), disturbi nervosi, ridotta produzione di urina, urine scure, morte improvvisa. Anche la taglia dell'animale è un fattore di notevole importanza: in un cuore piccolo, anche un solo parassita può avere conseguenze drammatiche (cosa che, infatti, avviene di norma nel furetto).

Senza contare che essa potrebbe arrivare troppo tardi rispetto ai danni cardiaci prodotti, la terapia della filariosi è decisamente complessa e rischiosa (in particolare, sono possibili tromboembolismi legati al distacco dei parassiti uccisi); in alcuni casi, addirittura, puo' essere necessario estrarre chirurgicamente i parassiti dal cuore attraverso speciali pinze inserite nella vena giugulare.

Per questi motivi, lo strumento migliore per difendere i nostri animali dalla filariosi è la profilassi, che va pianificata ogni anno dal veterinario dopo aver accertato che l'animale sia esente dalla malatttia; essa si basa sull'impiego di farmaci a base di molecole (ivermectina, moxidectina, milbemicina, selamectina) che uccidono il 100% delle larve iniettate dalle zanzare nei trenta giorni precedenti la somministrazione, impedendo così lo sviluppo di forme adulte. Questi prodotti, utilizzabili anche nei cuccioli a partire da poche settimane di età (da due a sette a seconda del tipo), possono essere in compresse per uso orale o in gocce da applicare tra le scapole, e vanno somministrati agli animali una volta al mese nel periodo della diffusione delle zanzare; la moxidectina è disponibile anche come preparazione a lento rilascio iniettabile per via sottocutanea, efficace per i nove mesi successivi: in questo caso, perciò, una singola somministrazione è sufficiente a coprire tutta la stagione a rischio. Le molecole sopra citate, inoltre, sono attive di per sé anche contro altri parassiti interni ed esterni, e alcune di esse sono presenti nello stesso prodotto in associazione con altri antiparassitari, per estendere al massimo lo spettro d'azione comprendendo anche pulci, acari, ecc.

E' buona norma, infine, cercare anche di minimizzare l'esposizione degli animali alle zanzare, attraverso l'impiego di reti, insetticidi e repellenti ambientali o contenuti in collari o gocce da applicare tra le scapole; questi accorgimenti, pur non essendo sufficienti da soli (e si ricordi che basta una sola puntura a trasmettere la malattia), contribuiscono a ridurre il carico di eventuali infestazioni, oltre a tenere lontani altri pericolosi insetti come i flebotomi, vettori della leishmaniosi.

 

In caso di viaggi all'estero, informarsi preventivamente sul periodo a rischio nella zona
dove ci si reca con il proprio animale.

▪ Rispettare esattamente la data di ogni somministrazione mensile.

▪ Se si utilizza un prodotto in compresse, controllare accuratamente che l'animale le deglutisca e che non le espella attraverso il vomito.

▪ Se si utilizza un prodotto in gocce da applicare sulla cute tra le scapole, evitare bagni all'animale per qualche giorno prima e dopo il trattamento.

▪ Se per qualche motivo si inizia in ritardo la profilassi o si salta una somministrazione mensile, chiedere al proprio veterinario come modificare eventualmente il trattamento.

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