Riparare e prevenire

Chiuso il capitolo delle feste, i primi mesi dell’anno sono il periodo ideale per prendersi cura del proprio equilibrio. Drenare, idratare, ripristinare l’eubiosi: come affrontare i rigori dell’inverno pensando già alla primavera

Patrizia Mantoessi
• Farmacista a Monza

Le feste sono già un ricordo, ma non per il nostro corpo. È il momento di ripristinare i ritmi e tornare a uno stato di salute ed equilibrio non solo per affrontare il resto dell’inverno, ma anche per prepararci alla primavera.
Bastano alcuni gesti quotidiani per salvaguardare l’aspetto fisico ed emozionale. Prestare attenzione al respiro, alla nutrizione, alla quantità e alla qualità del sonno, alla pratica dell’esercizio fisico ma anche riflettere su cosa ci rende felici e su quali pensieri positivi e negativi ci soffermiamo. Tutti questi “indizi” ci aiutano a capire se siamo stanchi, se abbiamo digerito male… se abbiamo imparato a gestire il flusso dei nostri pensieri per individuare eventuali problemi e affrontarli.

Fare il punto e prendersi cura della matrice
Non sono “solo” gli stravizi natalizi ma anche tutti i mesi precedenti nei quali, forse, ci siamo lasciati andare su più fronti – tavola, sport (poco), stress (troppo) – a condurci alla consapevolezza di avere bisogno di fermarci, di fare il punto della situazione per ripartire con maggiore slancio. Quel punto è la necessità di depurare e detossificare la matrice extracellulare (MEC). I principali segni di una matrice intossicata sono i crampi, i dolori muscolari, la lombaggine, le sciatalgie e le artriti. Ma anche l’edema e la ritenzione idrica, le brusche variazioni ponderali, le infiammazioni ricorrenti di cute e mucose. Non ultimi i disturbi del sonno, le reazioni similallergiche e quel senso di abbattimento mattutino contraddistinto dall’astenia.
La MEC, precedentemente nota come tessuto connettivo di riempimento, è oggi riconosciuta come la struttura anatomo-funzionale dove avvengono tutti i processi di regolazione. È qui che vengono elaborate le comunicazioni centro-periferia, come le informazioni sull’ambiente favorevole o meno alla crescita e alla nutrizione e i segnali di allarme che attivano le strategie di sopravvivenza. Ed è sempre qui che transitano tutti i liquidi e i nutrienti e si accumulano le scorie metaboliche. La MEC è in grado di tamponare e di immagazzinare informazioni nella sua struttura a cristalli liquidi un po’ come succede nei microprocessori. In seguito all’alterazione del nostro bioritmo, la MEC può perdere alcuni suoi costituenti come l’acqua, l’acido ialuronico, i minerali e il collagene. Si può anche alterare per errori e disordini alimentari protratti nel tempo, per esempio in caso di un’alimentazione ricca di conservanti o di cibi acidificanti o nelle condizioni di stress prolungato. Situazioni, tutte, che aumentano la produzione di acidi e ne rallentano lo smaltimento. L’inevitabile conseguenza è la comparsa di dolori osteoarticolari, di crampi, mialgie, disturbi gastroenterici, pirosi, dispepsie, turbe dell’alvo caratterizzate da stipsi o dissenteria.

L’acidosi metabolica
Per preservare la funzionalità della matrice è fondamentale la salvaguardia dell’equilibrio acido-base per mantenere a livello ematico e nella matrice stessa un pH il più vicino possibile a quello di uno stato di buona salute. Uno stato di acidosi comporta un’alterazione della funzione immunitaria che si traduce in un’alterazione della produzione di cellule del sistema immunitario. Secondo numerosi studi, se le cattive condizioni persistono possono contribuire a innescare numerose disfunzioni metaboliche e aumentare il rischio di molte malattie cronico-degenerative. Anche un continuo stato di allarme e resistenza, tipico delle situazioni di stress prolungato, predispone a uno stato di acidosi. Altre cause sono l’insufficiente apporto di liquidi, la carenza o l’eccesso di attività fisica, l’uso protratto di farmaci, il fumo e l’alcool.

Un grande alleato: il microbiota intestinale
Situazioni di stress e alimentazione scorretta nonché l’uso prolungato di farmaci modificano le condizioni di pH nei vari tratti intestinali alterando le naturali condizioni in cui dovrebbe avvenire la digestione. La scelta dei cibi, alcalinizzanti o acidificanti, ma anche la salvaguardia della flora batterica intestinale può contenere i danni. I fermenti lattici presenti nella flora oltre a concorrere al processo digestivo, mantengono integra la mucosa intestinale e svolgono un ruolo nell’elaborazione delle risposte immunitarie. La flora intestinale in equilibrio favorisce l’ottimale utilizzo dei nutrienti, previene le infezioni del tratto, normalizza la motilità, stimola il sistema immunitario, svolge un ruolo di prevenzione nelle neoplasie locoregionali.
Per contro una condizione di disbiosi (squilibrio della flora) facilita l’assorbimento di sostanze tossiche che innescano lo sviluppo di patologie infiammatorie e allergiche. Infatti l’assunzione di cibo, la sua scomposizione e il suo assorbimento sono possibili grazie ad un processo complesso posto sotto il controllo del sistema nervoso, ormonale, immunitario e microbiologico, che consente la tolleranza degli alimenti che in quanto sostanze estranee scatenerebbero risposte patologiche. Eventualità che si verifica nei soggetti allergici e che in parte alcuni autori associano proprio ad una disfunzione della flora intestinale.

In pratica
Idratare, tamponare l’acidosi, ripristinare l’eubiosi, fornire vitamine e minerali e aminoacidi, attivare un drenaggio linfatico degli organi emuntori per eliminare metalli pesanti e tossine sono le abitudini da perseguire in questo periodo per recuperare energie, stimolare il sistema immunitario per affrontare meglio l’inverno pensando già al prossimo cambio di stagione. Un valido aiuto proviene dai sali di Schüssler e dai drenanti linfatici, renali ed epatici. A noi la responsabilità quotidiana di ogni scelta. Cerchiamo di dedicare qualche minuto a noi stessi portando l’attenzione al ritmo del respiro, scegliendo consapevolmente il cibo da mangiare, praticando esercizio fisico e dormendo almeno 7 ore a notte. Entriamo anche in contatto con noi stessi imparando ad ascoltare e osservare i pensieri. Perché questi, insieme a credenze ed emozioni, influenzano il nostro stato di salute e le percezioni in una relazione profonda e assolutamente dialettica.