|
|
Domanda: Faccio molti esami per controllare i valori del colesterolo? Dovrei fare lo stesso per la glicemia?
Risposta: Fare esami non è mai totalmente sbagliato - si chiama prevenzione - però è utile chiarire che taluni valori sono da controllare con una certa frequenza, soprattutto se si è dei soggetti a rischio. Per quanto riguarda della glicemia, si classificano "soggetti a rischio" le persone in sovrappeso o obese, donne che hanno sofferto di glicemia alta durante la gravidanza (o partorito un bambino superiore ai 4 chili di peso) e, più in generale, persone:
- con più di 45 anni anni di età
- sedentarie
- con pressione alta
- con passate intolleranze al glucosio
- con grassi nel sangue elevati
- chi ha parenti affetti da diabete
- poco attenti all'alimentazione
Approfittiamo dello spazio per ricordarvi che il 14 novembre è la Giornata mondiale contro il diabete. Su www.giornatadeldiabete.it trovate tutte le informazioni utili per saperne di più e un divertente test per scoprire il personale fattore di rischio.
|
|
|
Domanda: In questo periodo ho spesso i polpastrelli rossi e doloranti, può spiegarmi il perché?
Risposta: La nostra pelle non è strutturata per sopportare in modo efficace il freddo, per cui a temperature inferiori ai 5° gradi centigradi il nostro organismo reagisce con una vasocostrizione venosa e arteriorale importante. Questa reazione causa una minore irrorazione della pelle che può iniziare a desquamare, seccare e necrotizzare.I geloni sono l'espressione di una prolungata esposizione al freddo e si manifestano in genere in 4 gradi diversi:
-
il primo si manifesta con un eritema gelonico;
-
il secondo prevede la necrosi dell'epidermide e la formazione di bolle;
-
il terzo riguarda il derma della cute, sulla quale si manifestano piaghe nerastre;
-
il quarto, infine, è il più grave: che colpisce le aponeurosi, i muscoli e i tendini distruggendoli.
I geloni sono molto frequenti nei pazienti che hanno problemi legati il microcircolo (la fitta rete dei vasi sanguigni). Le cure si basano, revalentemente, sulla prevenzione: non fumare, portare i guanti, utilizzare creme idratanti e protettrici, non usare creme al cortisone. In caso di lesioni importanti è necessario ricorrere anche a terapie corticosteroidee, ovviamente sotto stretto controllo del medico.
|
|
|
Domanda: Dottore ho sentito parlare degli antivirali da usare in caso di influenza causata dal virus H1N1, lei che cosa ne pensa ?
Risposta: Gentile cliente, ad oggi sono state divulgate, sia a livello nazionale che internazionale le raccomandazioni per l'uso di oseltamivir e zanamivir per il trattamento ed eventualmente profilassi dell'influenza di tipo A. I dati ad oggi disponibili riguardano solo l'uso di entrambi i farmaci per l'influenza stagionale. Per quello che riguarda i dati pubblicati si sa che l'uso di questi farmaci nell'influenza stagionale è in grado di ridurre di un giorno la sintomatologia. Nel caso del loro uso dopo una possibile esposizione, entrambi i farmaci sembrano ridurre dal 7 al 10% il rischio di contrarre l'infezione.
Il loro uso invece per il trattamento di pazienti con patologie croniche e di anziani, sembra ridurre le complicazioni e il ricorso agli antibiotici. Direi quindi che la cosa migliore da farsi in caso di sospetto contagio è quella di rivolgersi al medico di famiglia per valutare caso per caso il possibile utilizzo di questi farmaci.
|
|
|
Domanda: Dottore, talvolta ho il cuore in gola, sembra faccia dei salti. Devo preoccuparmi?
Risposta: Sentire il cuore in gola ci preoccupa, normalmente batte senza che ce ne accorgiamo. Cominciamo a dire che una palpitazione "benigna" insorge, gradualmente, per uno sforzo. Man mano che si fatica, il ritmo del cuore accelera progressivamente. Anche con la febbre il cuore va più veloce e batte più forte. Emozione e palpitazione poi, vanno abbastanza in coppia. Ben altro è quando la palpitazione non si presenta da sola, ma con uno o più sintomi (dolore toracico, stanchezza, senso di svenimento o di perdita di coscienza, mancanza di fiato). Nel caso, dopo noi farmacisti, è corretto ricorrere a un cardiologo o a un pronto soccorso ospedaliero.
|
|
|
Domanda: È vero che i bastoncini pulisci orecchie sono stati riabilitati?
Risposta: Per i bambini, anche se si divertivano ad usarli, sono sempre banditi. Troppo rischiosi. Con gli adulti si raccomanda molta cautela. Ora sono presenti in farmacia sistemi alternativi, in special modo per i bambini, davvero interessanti, utili a sciogliere il cerume e ad asportarlo senza rischi. Ricordatevi che il pediatra di famiglia, e il farmacista, sono i migliori consiglieri.
|
|
|
Domanda: Dottor Borgarelli, il rischio di contagio da influenza A persiste?
Risposta: In Italia sono poco più di 40 i casi di influenza A/H1N1 che dal Centro America si è estesa nel mondo diffondendo panico. Nessuno dei casi italiani ha avuto esito mortale, a fronte di 171 decessi nel mondo. 28.000, sin qui, le persone che hanno contratto il virus A/H1N1. L’influenza cosidetta messicana (non suina, i maiali non c’entrano) ha molto rallentato la sua corsa, pur con un numero crescente di soggetti contagiati. La gente si sposta da un Paese all’altro e incrementa il contagio, anche se più lentamente rispetto ad aprile quando il fenomeno generò panico. Quasi tutti gli italiani colpiti hanno contratto il virus negli Usa, tra New York e Pittsburg e non in Messico. Personalmente sono convinto che il virus, secondo consuetudine, verrà stabilizzato dal caldo, con possibilità di riprendere vigore, magari in forma inedita, con l’arrivo del freddo. In ogni caso, chi non ama le spericolatezze è bene che elimini il Messico dalle possibili mete a breve. Anche se i charter verso quelle destinazioni hanno ripreso a volare a tariffe che taluni definiscono “entusiasmanti”. (Informazioni aggiornate al momento della stampa, giugno 2009 ndr)
|
|
|
Domanda: Sto prendendo l’antibiotico è vero che non posso espormi al sole perchè potrebbero venirmi delle macchie scure?
Risposta: Alcuni farmaci, tra cui i contraccettivi orali, alcuni antibiotici (sulfamidici, chinolonici), antidepressivi, antinfiammatori (taluni anche ad uso topico), antistaminici e farmaci ad uso cronico possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione che si manifestano con macchie o eruzioni cutanee. La causa è il farmaco che, in concomitanza con la luce solare, provoca fenomeni infiammatori (macchie) o allergici (eruzioni). È importante per questo sia leggere il foglietto illustrativo del farmaco sia chiedere al proprio farmacista se il prodotto che si stà assumendo permette di esporsi al sole.
|
|
|
Domanda: Ho 38 anni e godo di buona salute, ma purtroppo ho il vizio del fumo e non riesco a smettere, pur consapevole degli enormi danni che le sigarette provocano all'organismo. Di recente, poi, ho letto che gli uomini fumatori, possono andare incontro a problemi della funzione erettile. È vero? Antonio, Genova
Risposta: Gentile Antonio, ebbene sì, è vero. Rispetto ai coetanei nelle stesse condizioni fisiche ma non ai fumatori, i tabagisti hanno un rischio di disfunzione erettile maggiore in media del 41%, pericolo che aumenta proporzionalmente al numero di sigarette consumate ogni giorno. È quanto rivela uno studio su 4.763 uomini cinesi fra i 35 e i 74 anni, pubblicato da poco sull'American Journal of Epidemiology. Emerge quindi anche una chiara relazione dose-risposta: chi fuma oltre 10 sigarette al giorno corre infatti un rischio di disfunzione erettile del 27% maggiore; per chi arriva a 20 il rischio è del 45% maggiore e per chi consuma oltre un pacchetto al giorno è del 65%.
|
|
Domanda: Ho saputo che alcune aziende farmaceutiche si sono alleate per rendere i loro medicinali sempre più sicuri, evitando il più possibile gli effetti collaterali e favorire terapie più mirate. Cosa mi sapete dire voi in merito? Ginevra, Milano
Risposta: Secondo alcune fonti giunteci in redazione, Pfizer, GlaxoSmithKline, Abbott Laboratoires, Johnson&Johnson, Wyeth, Roche e Sanofi-Aventis hanno creato un gruppo di studio per sviluppare test genetici che determinino quali pazienti rischiano effetti collaterali quando assumono determinati farmaci. Ma la nuova iniziativa, chiamata International Serious Adverse Events Consortium e fortemente sostenuta dalla Food and Drug Administration (FDA), servirà anche a tagliare i crescenti costi dell'industria ottimizzando l'impiego dei medicinali e studiando prodotti veramente di successo. La disponibilità di test per rilevare la predisposizione genetica agli eventi avversi, potrà infatti proteggere i malati e aiutare le aziende produttrici a fare approvare più velocemente i loro farmaci o evitare che vengano rimossi dal mercato
|
|
|